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SETTER INGLESE

Classificazione cani da caccia (ferma)
Diffusione stabile, 13.752 soggetti iscritti nel 2015
Pagella Breedog  Ormai da anni è la razza più diffusa in Italia dopo il Pastore Tedesco. Per merito soprattutto dei cacciatori che si rivolgono a lui sicuri di trovare il migliore compagno di uscite venatorie. Eppure, come Breedog non si stanca di ripetere nelle sue pagelle, razze da caccia come questa dovrebbero sempre più essere scelte anche da chi cerca un cane perfetto per stare in famiglia, in compagnia di tutti. L’inglese è serio, elegante, sobrio, affettuoso e dal carattere equilibratissimo. Se c’è chi sciaguratamente dovesse fare l’equazione cane-cacciatore uguale cane-cattivo/aggressivo, cadrebbe nel più macroscopico degli errori. Vero è l’esatto contrario: i cani da caccia sono fra i più equilibrati in assoluto. Il voto non è ancora più alto solo perché il mantello necessita di cura (e i peli ve li ritroverete ovunque…) e perché le passeggiate che dovrete essere disposti a fargli fare (se non siete cacciatori) contano un chilometraggio annuo sostanzioso. Il baronetto seduto (questo un soprannome che gli hanno dato gli amanti della razza) è tuttaltro che un amante della seduta  voto 8

 

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IDENTIKIT

La doppia personalità del setter inglese, ne ha decretato la sua fortuna. È il destino del cane da caccia che, oltre a essere bravo, è indiscutibilmente bello. E sulla bellezza del setter inglese, sulla sua eleganza e nobiltà, non si discute. Così come non si discute sulle sue doti venatorie. Per questo è amato da una svariata tipologia di cinofili, il che giustifica i numeri che, seppure in calo, sono sensibilmente superiori a quelli di qualsiasi altra razza da caccia. Nel 2006 in Italia erano 16.192 i nuovi iscritti ai Libri Genealogici, nel 2014, 13.049, mentre nel 2015 sono nati 12.163 cuccioli.

Riguardo le sue qualità venatorie, è vero che è la razza d’elezione per la beccaccia, ma è anche vero che il suo straordinario eclettismo gli consente di dire la sua con qualsiasi terreno e su qualsiasi selvatico. È stato selezionato per la caccia negli estesissimi moor inglesi, ma la sua grande intelligenza gli ha consentito di potersi adattare senza grossi problemi ai terreni di casa nostra.

Questa razza ha la capacità di adattare le proprie doti venatorie alle più diverse condizioni ambientali e di fauna. Si adatta al bosco quanto alle aperture; alla caccia specialistica quale la beccaccia quanto a quella più rude del fagiano, quanto a quella più elegante della quaglia e starna. Inoltre, il suo carattere, nel quale troviamo forza e sensibilità in equilibrio, fa il resto. È una razza che non ha problemi di passione, di doti venatorie; ha un carattere sensibile ed una flessibilità mentale che unita alla passione lo rendono un ausiliare adattabile a molti scopi.

Un gran temperamento, insomma, ma non solo. Il setter inglese è anche intelligente, affettuoso, sensibile, docile e allegro. La caccia è la sua vera passione ed è sufficiente metterlo alla prova per rendersene conto: la sua voglia è incontenibile. Si tratta di un cane da amare senza condizioni, che non rinuncia alla libertà di esprimere appieno tutto il suo istinto. Capace di grandi slanci d’affetto e d’amore incondizionato, fa del padrone il suo alter-ego e il suo punto di riferimento costante, a cui non può e non sa rinunciare

Il setter inglese si adatta a tutto per amore del padrone ed è malleabile anche nelle abitudini. Nonostante questo, però, si tratta pur sempre di un cane da caccia, particolarmente bisognoso di spazi aperti, di esercizio, di correre e scaricare la sua incontenibile energia. Per la sua salute non solo fisica, ma anche psichica, è quindi indispensabile dedicargli tempo da trascorrere all’aria aperta, possibilmente correndo e galoppando nei prati e non solo per una semplice passeggiata al guinzaglio. Il suo istinto è parte integrante del suo patrimonio genetico.

ADATTO A CHI

Anche se le caratteristiche di razza lo rendono un cane facilmente adattabile, il setter inglese non è un cane per tutti. Più di altre razze, infatti, necessita ogni giorno di almeno mezz’ora di corse e uscite all’aria aperta. Il padrone ideale dovrebbe essere una persona che considera il setter inglese un amico e un collaboratore, mai un suddito.

Il setter nasce per altre funzioni, ma la selezione delle sue caratteristiche inerenti l’equilibrio psico-fisico portano la razza ad adattarsi anche alla vita domestica, basta che non sia solo poltrona però! La sua passione per la caccia è davvero straordinaria, persino un soggetto che non sia mai stato utilizzato in questo senso, sente il richiamo del selvatico e vi è portato per istinto. L’insieme di queste caratteristiche ne fa quindi un compagno ideale per la caccia. Esistono comunque appassionati che lo acquistano per scopo venatorio, ma contemporaneamente ne fanno anche un membro della famiglia. Una situazione sempre più frequente.

VIRTÙ E VIZI

Il profilo caratteriale del setter ne fa un perfetto cane da famiglia: dolce, affettuoso, pur senza essere troppo espansivo, accattivante con il suo sguardo languido, mai aggressivo, mai abbaione, che sa stare al suo posto senza mai essere invadente, capace di camminare al guinzaglio del padrone senza tirare, straordinariamente attaccato a un membro della famiglia pur restando dolce e disponibile con tutti, e se poi quel membro della famiglia dovesse essere anche il compagno con cui dividere tante giornate di caccia tanto meglio!

Non è solo un abile compagno di caccia, ma anche un vero amico, simpatico e vitale, giocherellone e allo stesso tempo gran lavoratore. Una delle sue doti più spiccate è l’olfatto, tale da fargli percepire il selvatico anche a ore di distanza dal suo passaggio.

E poi quante altre qualità! Il galoppo radente al suolo, la ferma unica e inconfondibile, la potenza dei muscoli, la bellezza, non sono che alcuni dei suoi pregi. L’insieme di queste caratteristiche ne fa un esemplare davvero irresistibile, che si adatta ad ogni ambiente e condizione purché vicino ci sia sempre il suo adorato padrone. Attenzione però alle patologie oculari, il suo punto debole.

PILLOLE DI STANDARD

Originario della Gran Bretagna, il setter inglese è classificato nel Gruppo 7 Cani da ferma Sezione 2.2 cani da ferma britannici e irlandesi.

Di media taglia, puro nelle linee, elegante nell’aspetto e nel movimento, è un cane molto attivo, con acuto senso della caccia. Molto amichevole e di buon temperamento.

La testa è portata alta, lunga e ragionevolmente asciutta. Cranio ovale da un orecchio all’altro, mostrando così una grande capienza cefalica. L’occipite è ben marcato, lo stop ben definito. Tartufo nero o fegato, a seconda del colore del mantello. Narici ampie.

Muso moderatamente profondo e piuttosto quadrato; la sua lunghezza, dallo stop all’estremità del tartufo, deve essere uguale a quella del cranio, dall’occipite agli occhi.

Labbra non troppo pendule.

Le mascelle sono forti e di una lunghezza quasi uguale, con una perfetta, regolare e completa chiusura a forbice, cioè con gli incisivi superiori che ricoprono gli inferiori a stretto contatto e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle.

Occhi brillanti, dolci ed espressivi. Il colore va dal nocciola al marrone scuro; più gli occhi sono scuri, meglio è. Un occhio più chiaro è accettabile solo nei “liver belton”. L’occhio è di forma ovale e non è sporgente.

Orecchi di media lunghezza, attaccati bassi, cadono contro le guance con pieghe ben delineate. L’estremità è vellutata; la parte superiore è fornita di un pelo fine e serico.

Il collo è abbastanza lungo, muscoloso e asciutto, leggermente arcuato superiormente. Verso la spalla è più largo e molto muscoloso. Non ha mai giogaia né pelle rilassata alla gola, ma ha un aspetto elegante.

Corpo di lunghezza moderata, dorso corto e orizzontale, rene largo, leggermente arcuato, forte e muscoloso. Torace ben disceso nella regione sternale; buona altezza e larghezza fra le scapole. Le costole sono rotonde, ampiamente cerchiate e le ultime costole si estendono bene indietro.

La coda è inserita quasi sulla linea del dorso, di media lunghezza, tale da non sorpassare il garretto, non è né arrotolata né nodosa. È leggermente incurvata o a scimitarra, ma senza tendenza a girarsi verso l’alto. Le bandiere o frange pendono in lunghi fiocchi. Le frange partono generalmente un po’ più in basso dell’inserzione, e aumentano in lunghezza fino a metà della coda e poi, gradatamente, diminuiscono verso l’estremità. I peli sono lunghi, brillanti, morbidi e serici, ondulati, ma non arricciati. La coda è attiva e si muove come una frusta in azione; è portata in modo da non superare il livello del dorso.

Arti anteriori: spalle ben disposte all’indietro o oblique, gomito ben disceso aderente al corpo, avambraccio diritto e molto muscoloso, con ossatura arrotondata, metacarpo corto, forte, rotondo e diritto. Piedi anteriori provvisti di buoni cuscinetti, saldi, con dita ben arcuate e chiuse, protette dal pelo che cresce negli spazi interdigitali.

Gli arti posteriori sono molto muscolosi, compreso le gambe; sono lunghi dal bacino al garretto. Coscia lunga, ginocchio ben angolato, garretto non inclinato in fuori né in dentro; è ben disceso. Piedi posteriori: provvisti di buoni cuscinetti, saldi, con dita ben arcuate e chiuse, protette dal pelo che cresce negli spazi interdigitali.

Il movimento è libero e aggraziato, che suggerisce velocità e resistenza. I garretti si muovono liberamente, rivelando la potente spinta data dal posteriore. Visti da dietro, l’anca, il ginocchio e i garretti sono sulla stessa linea. La testa è naturalmente alta.

Il pelo, a partire dalla regione posteriore della testa, a livello degli orecchi, è leggermente ondulato, ma non arricciato, lungo e serico, ciò che è caratteristico del setter. Le culotte e gli arti anteriori quasi fino ai piedi sono ben ricchi di frange.

Il colore bianco e nero (blue belton), bianco e arancio (orange belton), bianco e limone (lemon belton), bianco e fegato (liver belton) o tricolore, cioè blue belton focato, o liver belton focato, questi senza pesanti chiazze di colore sul corpo; la moschettatura (belton) su tutto il corpo è preferita.

Vedi la scheda della razza sul sito dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana