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LABRADOR

Classificazione cani da caccia retriever (riporto da acqua, salvataggio, calamità)
Diffusione stabile, 9.494 soggetti iscritti nel 2015
Pagella Breedog  Eccola la razza regina secondo Breedog. Voto massimo in pagella e unico rappresentante nel firmamento cinologico a meritarlo per via della sfilza infinita di qualità e doti. Proporzionato, compatto, muscoloso il giusto, forte come un toro, buono come il pane. Più facile che un asteroide impatti la Terra che un labrador sia aggressivo coi suoi familiari. Discreto e riservato quando deve, coccolone sdolcinato quando serve. Se proprio si deve andare a cercare un pelo nell’uovo (a proposito, il suo mantello bello corto non spela) scoprirete che è un po’ goloso: dal bombolone alla crema, passando per il roastbeef, il nostro amico ama la buona… ciotola. Signori e signore, siamo qui a dirvi che la perfezione canina esiste. Se volete incontrarla, basta portarsi a casa un labrador  voto 10

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IDENTIKIT

Incontestata «vedette» della famiglia dei retriever, il labrador ha iniziato a farsi conoscere nel nostro Paese circa una trentina di anni fa, e da allora il suo successo ha registrato una crescita sempre costante. Tutto questo grazie alle sue apprezzate qualità caratteriali: attitudine ad apprendere, docilità e malleabilità.

Ma è quel fascino discreto da cane di campagna a colpire maggiormente l’immaginario di molti cinofili, che hanno scelto lui principalmente per il suo aspetto solido e rassicurante. All’inizio fu una riuscita pubblicità a decretarne il successo, ma con il passare degli anni il labrador ha dimostrato di non essere un fuoco di paglia, non deludendo le aspettative dei tanti appassionati che hanno creduto in lui.

Non si deve però dimenticare che, anche se questa razza si è affacciata alla ribalta come cane da compagnia, da pet therapy, nella conduzione di non vedenti e per la ricerca su macerie, il labrador nasce come cane da caccia.

«Numero uno» nel cuore di inglesi, francesi e canadesi, star negli Stati Uniti, il labrador è sicuramente una delle razze più interessanti nel panorama della cinofilia mondiale, merito della sua dolcezza, dello sguardo tenero, di quella saggezza che sa dimostrare in più occasioni e delle rotondità delle sue forme, ma soprattutto per la sua indiscutibile predisposizione all’educazione e al lavoro.

In Francia il nostro amico a quattro zampe passa per essere il cane dell’Eliseo da mezzo secolo, una tradizione instaurata da Georges Pompidou e perpetuata dai suoi successori Valéry Giscard d’Estaing, François Mitterand, Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy, fino a François Hollande.

In Italia la diffusione della razza cresce di anno in anno, tanto da essere triplicata dal 1997, quando si registravano 3.231 iscrizioni ai Libri Genealogici, ad oggi, dove la razza si piazza stabilmente al terzo posto nella classifica delle razze più amate degli italiani, con 9.150 iscrizioni all’anno. E che dire poi delle varianti di colore?

Giallo, nero o color cioccolato? Se fino a qualche anno fa il labrador nell’immaginario collettivo era giallo e basta, sebbene con alcune varianti che vanno dal crema al rossiccio, oggi anche i meno attenti apprezzano moltissimo il nero, mentre la varietà marrone, è ricercata essenzialmente dai più esperti.

ADATTO A CHI

Il padrone ideale per il labrador è una persona sportiva, che ami fare lunghe passeggiate con il suo cane, e magari andare per boschi in cerca di selvaggina, evidenziando le sue doti naturali di cane da caccia, da cerca e da riporto. Ma può essere anche una persona tranquilla, che ami trascorrere i suoi momenti di relax con un formidabile ed eclettico amico a quattro zampe.

Il labrador è molto adatto a vivere in famiglia, purché nelle sue giornate siano previste anche delle uscite all’aria aperta. Attivo, dinamico e giocherellone, si intende a meraviglia con i bambini.

La sua vera natura è però quella di un campagnolo, poco adatto alla vita in appartamento e bisognoso invece di stare all’aria aperta e di fare molto moto. Gentile e compiacente, ha bisogno di un padrone all’altezza, capace di educarlo e di gestire i suoi 40 chili di esuberanza, facendo attenzione anche a quelli di troppo… visto il suo proverbiale, insaziabile appetito.

VIRTÙ E VIZI

In Italia, e non solo, è stato «adottato» da vip, gente di spettacolo e politici. In realtà però l’ottima reputazione del labrador non ha niente a che vedere con il prestigio di coloro che lo hanno scelto, o per le varie pubblicità che lo vedono come protagonista, ma piuttosto è data dalla determinazione con la quale questo quattro zampe si impegna nel «servire» l’uomo, con il solo scopo di farsi amare.

Noto anche per la sua versatilità, espansività e dolcezza, il labrador oltre che nella caccia, sia in terra che in acqua, viene utilizzato come cane poliziotto, come guida per non vedenti e come aiuto ai disabili, grazie alla sua sensibilità unita ad alti livelli di addestrabilità.

È un cane robusto, che non necessita di particolari cure e attenzioni, anche se esistono malattie in parte genetiche che possono colpire la razza, come la displasia dell’anca e del gomito, le varie oculopatie, l’osteocondrite dissecante della spalla, la miopatia centronucleare.

Tutte patologie che gli allevatori seri tengono sotto controllo con un’attenta selezione. Il labrador manifesta da subito un approccio cordiale con l’uomo, a volte anche esagerando nel donare affetto. L’entusiasmo che mette nel seguire il padrone in ogni sua attività, fa di lui un compagno ideale.

Il suo difetto principale? L’esagerata golosità, da tenere assolutamente a freno, che lo porta persino a rubare bocconi sul tavolo. Conseguenza degli stravizi, l’obesità, che ne offusca la sua bellezza ed eleganza.

PILLOLE DI STANDARD

Il labrador retriever deve le sue origini alla Gran Bretagna ed è classificato nel Gruppo 8, tra i cani da riporto, da cerca e da acqua. È di costruzione robusta, compatto e molto attivo. Le sue caratteristiche sono l’ottimo temperamento, la sua agilità, il fiuto eccellente, la presa morbida e la grandissima passione per l’acqua. È un compagno devoto, che sa adattarsi. Intelligente, appassionato e disponibile, ha un gran desiderio di compiacere l’uomo. Di natura gentile, non è mai aggressivo o inopportunamente timido.

Ha torace e cassa toracica larghi e alti, rene e posteriore ampi e forti. Il cranio è grande, ben modellato, asciutto, senza guance carnose. Lo stop definito, il tartufo ampio, con narici ben sviluppate. Il muso è potente e non appuntito. Mascelle e denti forti, con una perfetta, regolare e completa chiusura a forbice.

Occhi di media grandezza, con espressione intelligente e mite, marroni o nocciola. Gli orecchi non sono grandi, né pesanti, attaccati piuttosto indietro. Il collo è possente, solido e pulito, esce da spalle ben piazzate. La coda è caratteristica: molto spessa alla radice, si assottiglia gradualmente verso la punta. Di media lunghezza, priva di frange, ma completamente ricoperta di un pelo corto, spesso e denso che le dà un aspetto “rotondo”, chiamato“Coda di lontra”.

Può essere portata allegramente, ma mai arrotolata sul dorso. Gli arti anteriori sono diritti dal gomito al suolo, le spalle lunghe e ben oblique. Gli arti posteriori sono ben sviluppati, con la groppa non spiovente e il ginocchio ben angolato.

Piedi rotondi e compatti, dita ben arcuate e cuscinetti ben sviluppati. L’andatura è libera, con movimento diritto e regolare sia degli anteriori che dei posteriori. Il pelo è caratteristico, corto e denso, senza ondulazioni o frange, possibilmente ruvido al tatto, con sottopelo impermeabile.

Il colore è completamente nero, giallo o marrone (fegato- cioccolato). Il giallo va dal crema chiaro al rossiccio (colore della volpe). Ammissibile una macchiolina bianca sul petto. L’altezza ideale al garrese per i maschi va dai 56 ai 57 centimetri, per le femmine dai 54 ai 56 centimetri.

Vedi scheda della razza sul sito dell’Ente Cinofilia Italiana