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POTREBBE ESSERE UNA PATOLOGIA

Il dottor Battista Galli della Clinica Veterinaria CMV di Varese ricorda che l’eccessiva frequenza nel bere del nostro migliore amico potrebbe essere sintomo di patologia. La cosa vi sorprende? Compensibile, magari credevate che la sua facilità nel bere fosse addirittura una manifestazione di corretto atteggiamento, do buona salute. Invece potrebbe essere l’esatto contrario.

«Considerando fluttuazioni fisiologiche legate al cambio della temperatura, all’aumento dell’attività fisica ed ai cambiamenti alimentari (cibo umido in favore di cibo secco) il consumo quotidiano di acqua nei nostri animali non dovrebbe superare gli 50-70 ml/kg/die – sottolinea il dottor Galli – Il primo passo per verificare se l’aumento della sete è davvero un sintomo o se si tratta di fluttuazioni fisilogiche è effettuare l’esame delle urine: in questo modo grazie alla determinazione del peso specifico il Veterinario sarà in grado di dirvi se è un aumento fisiologico o se sia necessario procedere con ulteriori indagini.

Le cause di aumento della sete in un cane o gatto sono numerosissime e frequentemente si accompagnano ad un’aumentata produzione urinaria. – patologie dell’ apparato genito-urinario (cistiti, piometra, pielonefriti) – insufficienza renale – insufficienza epatica – malattie endocrine (Morbo di Cushing, Diabete Mellito e Diabete insipido, Morbo di Addison, Ipertiroidismo) – squilibri elettrolitici quali ipercalcemia primaria o secondaria a neoplasie.

Altra causa importante da tenere in considerazione quale possibile causa di polidipsia è quella iatrogena – aggiunge ancora Galli – l’utilizzo di cortisonici, specialmente in dosi elevate e per lunghi periodi, può generare questo sintomo che deve essere immediatamente riferito al veterinario perché considerato uno dei primi sintomi di sovradosaggio.

In ultima, ma non meno frequente, esiste una forma di polidipsia definita psicogena. Capita infatti nei cani sottoposti a stress che la sete diventi patologica destando la preoccupazione del proprietario. In questo caso sarà necessario, per confermare la diagnosi, escludere tutti i quadri patologici elencati in precedenza e cercare per quanto possibile di limitare la fonte di stress ritenuta responsabile della patologia, limitando l’assunzione di acqua. Il vantaggio di quest’ultima evenienza – coclude il dottor Galli – è che una volta risolto il conflitto che genera lo stress, la patologia risulta autolimitante».
(Nella foto una pet water fountain dell’azienda americana Drinking Water Fountains)