Seleziona una pagina

EPAGNEUL BRETON

Classificazione cani da caccia (da ferma)
Diffusione in netta ripresa, 3.325 soggetti iscritti nel 2015
Pagella Breedog  Cacciatore senza mezzi termini, fermatore deciso, affidabile. Gran lavoratore, per taglia e simpatia funzionerebbe benissimo anche come amico di tutti i giorni. Però se lo volete confinare sul divano in soggiorno, allora no, meglio non sceglierlo. Lui è fatto per schizzare come una molla nel bosco e non per oziare in cuccia. Lui è nato per fiutare nella nebbia e non nella ciotola a fiori sulla moquette di casa. Di poi c’è da dire che è un bel peperino e che c’ha pure una bella testa dura: se si impunta a voler fare una cosa, non è facile che receda. Ecco il voto non altissimo. Ma provate a chiedere a chi da anni lo tiene con sé. Non vorrebbe avere nessun altro cane al fianco  voto 7-

 

breton-01-min


Ecco come sono inquadrate le origini della razza sul sito ufficiale del CIEB ossia il Club Italiano Epagneul Breton. «Discendendo come tante altre razze contemporanee innegabilmente dai cani d’Oisel il cui ruolo consisteva principalmente nel far involare l’uccello contro cui veniva lanciato il falco con l’avvento della caccia con le reti dovette imparare ad appiattirsi e accucciarsi (s’epaignir), come descritto da Gaston Phœbus Conte di Foix, visconte del Bearn, regione francese dei Pirenei, nel suo “Trattato di Caccia” risalente al XIV secolo.
Apprezzato per le sue qualità venatorie alla fine del XV secolo raggiunge perfino la Corte di Francia e re Luigi XI, grande amante di questi cani li manda a cercare in tutta la Bretagna terra che esprime i soggetti migliori.

Nel Rinascimento vengono selezionati, con i canoni del tempo, gli esemplari più belli e si ottengono ceppi con soggetti dalle dimensioni più contenute ma omogenee, re Enrico III amava recarsi ai consigli di corte portando al guinzaglio i suoi Epagneul di taglia minuscola cosi come la Corte Inglese che selezionò gli spaniel riducendone la taglia fino ad arrivare ai papillon e ai cavalier King Charles.

Con la comparsa delle armi da fuoco, l’Epagneul non fu più costretto ad acquattarsi e gradualmente, attraverso una lunga e dura selezione ed altrettanto addestramento, all’incontro col selvatico imparò a rimanere immobile, a reprimere l’istinto di scovare, alzare ed inseguire la selvaggina apprese la ferma.

Arriviamo alla fine del 700 e l’attività venatoria non più prerogativa della sola nobiltà si diffuse nella forma della caccia con cani da ferma  e ciò favorì lo sviluppo e la diffusione delle razze ad essa predisposte come in Francia l’Epagneul.

Partendo da ceppi simili (gli Spaniel) dall’altra parte della Manica si selezionarono vari tipi di Setter mentre sul lato Francese viveva un tipo di cane con individui grossi forti e robusti l’Epagneul francese.

Fu grazie ad incroci tra Spaniel e Setter inglesi con Epagneul continentali che nacquero le diverse razze da ferma francesi: l’Epagneul Piccardo, l’Epagneul di Pont –Audemer, e L’Epagneul Breton.

Ai tempi In Bretagna convivevano diverse tipologie di cani da caccia, nelle Cotes-du-Nord un cane imponente ottimo per la ferma con analogie allo Springer, nelle terre d’Armor in prevalenza soggetti che ricordavano l’attuale Epagneul Francese mentre, nel Finistere, un piccolo cane dalle fattezze e cranio arrotondati con pelo piuttosto lungo denominato “choupille”.

L’apertura della Bretagna al turismo di carattere venatorio in provenienza dall’Inghilterra, attirato dalla bellezza del territorio fatto di boschi e lande con una grande concentrazione di beccacce, ha sicuramente favorito nel XIX secolo incroci tra questi cani continentali, i Setter e gli Springer d’oltre Manica; inizialmente in modo casuale e poi sempre più in modo consapevole visti i risultati qualitativi dei soggetti nati.

Comunque da quegli Epagneul di cui parla il primo probabile cinofilo d’europa, che arrivò a possedere fino a 1500 cani da caccia, quale fu Gaston Phoebus, sarebbero derivati tutti i tipi di Epagneul Continentali e gli Spaniels Inglesi. In buona sostanza come avvenne per i bracchi ogni paese a partire dal Basso Medioevo selezionò in relazione al proprio habitat, alle specie di selvatici, ai costumi venatori nonché alle esigenze e ai canoni estetici il proprio Epagneul.

Probabilmente quindi derivante dai ceppi dei più antichi cani di tipo Epagneul, il suo sviluppo e mantenimento nella penisola armoricana l’ha forgiato ad immagine della sua regione d’origine e quindi presenta come elementi distintivi e qualificanti con un forte carattere ed una brillante intelligenza, piccolo ma robusto, sano e coraggioso.

Il successo straordinario e costante di questa razza mostra la pertinenza e l’oculatezza delle scelte che fecero i fondatori “bretonisti”. La politica attuale dei Clubs, riunitisi in un sodalizio a livello mondiale (Amicale Internazionale des Clubs de l’Epagneul Breton) è di proseguire quell’opera promuovendo un cane sano, dinamico, cacciatore malizioso dall’intelligenza superiore.

Il primo progetto di Standard nasce il 3 settembre 1907 grazie ad Arthur Enaud che fonda il “Club dell’Epagneul Breton a coda corta naturale” in Francia a Nantes.

Entra in vigore ufficialmente, dopo la prima assemblea del Club a Loudeac in Bretagna il 7 giugno 1908, viene modificato una prima volta in marzo del 1923 affinando il modello e precisando le misurazioni, una seconda volta nel 1933 ove si riconoscono ufficialmente i cani con la coda corta a seguito di taglio legalizzando così le “code corte non naturali” poi per 23 anni resta immutato.

Nel 1956 viene corretto adottando il concetto di taglia ideale ma soprattutto legalizzando il nero nei colori dei mantelli e si addiviene alla versione che resta in vigore fino al 1995 fino ad arrivare all’ultima variazione avvenuta in marzo del 2003».

Aspetto generale

Il più piccolo dei cani da ferma è un braccoide con coda corta o inesistente. Costruito armoniosamente su un’ossatura solida ma non pesante. L’insieme è compatto e ben raccolto, senza pesantezze e anzi conserva una sufficiente eleganza. Il cane è vigoroso, lo sguardo vivace e l’espressione intelligente. Pieno di energia, ha conservato, nel corso della sua evoluzione, il modello brevilineo ricercato e fissato da quelli che hanno riformato la razza. (fonte: Ente Nazionale Cinofilia Italiana)