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DOGO ARGENTINO

Classificazione molossoide, tipo mastino
Diffusione in crescita, 1.154 soggetti iscritti nel 2015
Pagella Breedog  Ecco il prototipo della razza inadatta a stare in una famiglia che vuole un cane facile e tranquillo. Qui siamo al cospetto di una macchina d’assalto, un palestrato lottatore, un combattente nato. Imprescindibile un serio addestramento fin da piccolo. Estrema attenzione nella gestione in famiglia. Se accettate di maneggiarlo con cura, se lo trattate come si tratta un’arma, allora potrete mettervi un bianco dogo in casa. Altrimenti lasciatelo ai duri e puri  voto 6-

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Questa razza è originaria della Provincia di Cordoba, regione mediterranea della Repubblica Argentina. Il suo creatore fu il Dr. Antonio Nores Martínez, nato a Cordoba nel 1907 e morto nel 1956, eminente ed attivo chirurgo.

Il suo lavoro partì dall’incrocio metodico del “Viejo Perro de Pelea Cordobés”, esemplare di grande potenza e forza, prodotto dall’incrocio, che allora si faceva, tra esemplari di Bulldog e Bull-Terrier.

Scelse per l’allevamento, esemplari totalmente bianchi, senza prognatismo, con testa pesante e dal muso lungo. Dopo un’intensa e minuziosa selezione e studio delle caratteristiche, in varie generazioni, raggiunse il suo obiettivo, formando varie famiglie, partendo sempre dal quel “Viejo Perro de Pelea Cordobés”, incrociato al principio, con Bulldog Inglese, Alano, Mastino dei Pirenei, Bull-Terrier, Boxer, Pointer, Dogue de Bordeaux e Irish Wolfhound.

Nell’anno 1947 la razza era già creata e stabilizzata geneticamente e fenotipicamente; per questo motivo lo stesso anno venne presentato nel “Club dei Cacciatori” della città di Buenos Aires lo standard di razza.

La sua forza, tenacia, olfatto e coraggio lo rendono ineguagliabile tra i cani da muta per la caccia ai cinghiali, pecari, puma ed altre specie predatorie dell’agricoltura e d’allevamento, che abitano le vaste ed eterogenee regioni del territorio Argentino. Questa è l’attività tradizionale per cui Antonio Nores diede vita a questa razza.

Nell’anno 1964, è riconosciuta come razza dalla Federazione Cinofila Argentina e dalla Società Rurale Argentina, le quali aprono il “Registro Genealogico”, iniziando così la sua iscrizione.

Recentemente, nell’anno 1973, viene accettata dalla FCI. Tutto questo grazie alla veemente passione e all’ineguagliabile lavoro e sforzo del Dr. Austín Nores Martínez, fratello del creatore della razza, che ottiene questo riconoscimento non solo per la sua azione individuale, ma soprattutto, per l’azione della Federacion Cinològica Argentina e del Club del Dogo Argentino “Dr. Antonio Nores Martínez”.

Concentrato di potenza, maneggiare con cura

E’ un cane atletico, mesomorfo, normotipo, dalle proporzioni armoniche. Ha una muscolatura potente, è agile, il suo aspetto esteriore dà la sensazione di potenza, energia e forza, in contrasto con la sua espressione amichevole e mansueta. Interamente bianco, può avere una sola macchia scura sul cranio.

E’ un cane mesocefalo, il muso deve avere la stessa lunghezza del cranio. L’altezza al garrese deve essere leggermente superiore all’altezza alla groppa. L’altezza al torace deve rappresentare il cinquanta per cento, come minimo, dell’altezza al garrese.

La lunghezza del corpo deve superare fino ad un dieci per cento (non di più) l’altezza al garrese. Il Dogo Argentino deve essere silenzioso, nessun latrato sulla traccia, dal buon olfatto, scattante, agile, forte, rustico e soprattutto coraggioso.

Non deve mai essere aggressivo con gli esseri umani, caratteristica che sarà valutata severamente. Deve interagire con il suo proprietario senza condizionamenti o riserve.
(scheda di razza ripresa dal sito dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana)

Le foto che corredano il servizio sono relative a soggetti con orecchie tagliate risalenti a periodi in cui il taglio era ancora ammesso. Ricordiamo che da tempo il taglio di code e orecchie è vietato