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CANE CORSO

Classificazione molossoide, cane da guardia e difesa
Diffusione in decisa crescita, 4.008 soggetti iscritti nel 2015
Pagella Breedog  Di solito i voti ai molossoidi li trovate bassi per via della gestione tuttaltro che facile di razze che, per complessità muscolare e caratteriale, sono impegnative per i proprietari. Qui facciamo un’eccezione, perché questa razza è essa stessa un’eccezione. Il passato del corso è tra i più brutali che si possano immaginare. Veniva mandato in battaglia a sventrare cavalli e azzannare soldati. Da guerriero a pastore di animali di grosse dimensioni. Comunque roba da duri. Epperò questa razza ha saputo traslare tutta la forza cher ha nei suoi straordinari muscoli anche nel suo straordinario carattere. Il corso ha in dosi massicce muscoli e cervello e calma filosofica. Affidabile, serio, coerente. Da qui a dire che potete gestirlo come un bassottino ce ne corre, ma se vi rivolgete agli allevatori giusti, agli addestratori giusti e mostrate verso di lui un fermo equilibrio, allora avrete accanto la più bella razza italiana di sempre e forse uno dei migliori cani del mondo  voto 8

 

Cane Corso

 

IDENTIKIT

Vanto della cinofilia di casa nostra, sempre più diffuso, ma ancora non per tutti, l’italianissimo cane corso può contare poco meno di 4.000 iscrizioni ai libri genealogici ogni anno. Erano circa la metà solo una decina di anni fa. Oggi il corso piace perché non è eccessivo nella taglia, ha un fisico atletico e agile e un pratico pelo corto. Piace anche per la sua duttilità, per quel suo essere un temibile e generoso difensore e guardiano, ma anche un dolcissimo cane da famiglia.

Pur essendo un molossoide dall’aspetto rude, il cane corso è caratterizzato da una insospettabile agilità e da una grande eleganza. Estremamente duttile e dalla fedeltà proverbiale, questa razza nostrana è longeva e dotata di un carattere vigile e reattivo, ma soprattutto di un solido equilibrio. È un cane dalla forte tempra, un temperamento molto marcato e un’indole curiosa, disponibile al gioco.

Le origini del corso sono antichissime e, a dispetto del nome che ci vorrebbe fa pensare all’isola della Francia, tutte italiane. Nel Medioevo era già ben conosciuto come cane da caccia alla grossa selvaggina e come ausiliare bellico. Discendente diretto dell’antico molosso romano, per secoli è stato il prezioso compagno delle genti italiche che lo hanno utilizzato per la guardia della proprietà e del bestiame, per la caccia e la difesa personale.

Presente nell’antichità in tutta l’Italia, si è mantenuto solo nelle Puglie e regioni limitrofe dell’Italia meridionale. Le origini del suo nome invece non sono ancora ben chiare, ma si pensa che derivino dal latino “cohors”, che significa “protettore, guardiano delle masserie”.

Di mole medio-grande, fortemente costruito, ma elegante, con muscoli potenti e lunghi, il cane corso esprime forza, agilità e resistenza. La conformazione generale è quella di un mesomorfo il cui tronco è più lungo dell’altezza al garrese; armonico rispetto al formato e disarmonico rispetto ai profili. Intelligente, energico facilmente addestrabile ed equilibrato, è un ineguagliabile cane da guardia e da difesa. Docile e affettuoso con il padrone, amante dei bambini e della famiglia, diviene se necessario difensore terribile e coraggioso delle persone, della casa e della corte.

 

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ADATTO A CHI

A chi ha bisogno di un buon cane da guardia, il corso può offrire il suo grande senso territoriale, la vigilanza, il coraggio. A chi cerca un valido cane per la difesa personale, il corso saprà donare la sua fedeltà, l’istinto di protezione, l’intesa, la docilità per rimanere sempre sotto controllo. Per chi cerca un cane da famiglia, il corso ha dalla sua parte una grande addestrabilità, la voglia di compiacere il padrone e di captare ogni sua reazione.

La femmina, di solito scartata, è invece più scaltra e intuitiva, docile e affettuosa, portata istintivamente alla protezione dei più deboli, come i bambini, gli anziani e i portatori di handicap. Con le dovute precauzioni e purché sia il prodotto di un’attenta selezione da parte degli allevatori, il cane corso può essere veramente un cane adatto a tutti.

Grazie alla sua struttura robusta e alla presenza di sottopelo, il corso può vivere tranquillamente all’esterno, anche nei periodi più freddi, purché dotato di un adeguato riparo.

Possiamo definire questo molosso un vero atleta, e come tale richiede un adeguato movimento quotidiano per mantenersi in forma e per sfogare tutta la sua esuberanza.

Il corso giovane può essere un ottimo compagno di giochi per i più piccoli, mentre la femmina, soprattutto se avanti con gli anni, può diventare anche una perfetta baby-sitter.

 

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VIRTÙ E VIZI

Il corso è un cane che, se ben selezionato, è rustico, resistente e frugale, capace di resistere a condizioni ambientali avverse.
Non ha bisogno di cure particolari, non deve essere necessariamente addestrato, perché nel suo patrimonio genetico sono insite tutte le caratteristiche che fanno di lui un ottimo guardiano e difensore.

Il suo corto mantello, inodore anche se bagnato, lo rende adatto anche a vivere in appartamento. Come ogni cane della sua taglia ha però bisogno di molto spazio e movimento per tenersi in forma. Inoltre le sue origini rendono particolarmente necessaria una vita all’aria aperta, dove possa dare libero sfogo a tutta la sua possanza fisica, agilità e prestanza.

Durante il primo anno di vita, il corso ha notevoli esigenze di crescita muscolare e scheletrica. Per questo la sua alimentazione deve essere particolarmente equilibrata e corretta.
Nonostante la sua rusticità e la prestanza fisica, anche nel corso si possono manifestare patologie come la displasia dell’anca e del gomito e anche quella relativa al ginocchio, così come tutte quelle malattie legate agli occhi.

 

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L’allevatore Massimiliano Triola con uno dei suoi esemplari

PILLOLE DI STANDARD

Italiano d’origine, il cane corso è inserito nel Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer, Sezione 2.1 tra le razze molossoidi. Cane dalla taglia da media a grande, solido e vigoroso pur restando elegante. I suoi contorni netti rivelano una muscolatura potente. È un po’ più lungo che alto. La lunghezza della testa raggiunge il 36% dell’altezza al garrese.
Guardiano della proprietà, della famiglia e del bestiame, lo si utilizzava nel passato per sorvegliare il bestiame e per la caccia alla grossa selvaggina.

La testa è larga, tipicamente molossoide, con una leggera convergenza degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso. Cranio largo; la sua larghezza al livello delle arcate zigomatiche è uguale o supera la sua lunghezza. La sua parte anteriore convessa si appiattisce abbastanza dalla fronte all’occipite. Si distingue un solco frontale mediano. Stop marcato.

 

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Il tartufo è nero e voluminoso con grandi narici ben aperte. È posizionato sullo stesso piano della canna nasale. Muso forte, quadrato, sensibilmente più corto del cranio, in un rapporto di circa 1 a 2 ; la faccia anteriore del muso è piatta; le sue facce laterali sono parallele, il muso è largo quanto lungo. Di profilo, la canna nasale è diritta.

Le labbra superiori, moderatamente pendenti, ricoprono la mascella inferiore di modo che sono loro a determinare il profilo inferiore del muso. Le mascelle sono molto larghe e spesse con delle branche mandibolari curve. La dentatura mostra un leggero prognatismo inferiore. La chiusura a tenaglia è ammessa, ma non ricercata.

Gli occhi sono di media grandezza, leggermente affioranti; si avvicinano alla forma ovale eguardano direttamente in avanti. Le palpebre sono ben aderenti al glob o oculare. L’iride è il più scuro possibile, in armonia col colore del mantello. Lo sguardo è vivace e attento.

Orecchi triangolari, pendenti, larghi all’inserzione che è molto al di sopra delle arcate zigomatiche. Sono spesso raccorciati a forma di triangolo equilatero.

Collo robusto, muscoloso, lungo quanto la testa. Più lungo dell’altezza al garrese, il corpo è solidamente costruito, senza essere tozzo. Garrese pronunciato, è più alto della groppa. Dorso diritto, molto muscoloso e fermo. Rene corto e solido. Groppa lunga e larga, leggermente obliqua.
Torace ben sviluppato nelle tre dimensioni. Discende fino al livello del gomito.

La coda è inserita piuttosto alta, molto grossa alla radice. La si taglia alla quarta vertebra. Quando il cane è in movimento si alza, ma mai in verticale o arrotolata.
Spalla lunga, obliqua, molto muscolosa. Braccio potente. Avambraccio diritto e molto robusto. Carpo e metacarpo elastici. Piede anteriore di gatto.

Coscia lunga, larga; la linea posteriore della coscia è convessa. Gamba asciutta, non carnosa.

Garretto moderatamente angolato. Metatarso largo, nervoso. Piede posteriore un po’ meno compatto dell’anteriore.
Il passo è disteso, trotto allungato; l’andatura preferita è il trotto. Pelle abbastanza spessa e piuttosto ben aderente ai tessuti sottocutanei. Il pelo è corto, brillante e molto fitto, con uno strato di sottopelo fine. Il colore è nero, grigio piombo, grigio ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro; rosso cervo, fulvo scuro; tigrato (strisce su fondo fulvo o grigio di diverse sfumature).

I soggetti fulvi e tigrati hanno sul muso una maschera nera o grigia, che non deve superare la linea degli occhi. È ammessa una piccola macchia bianca sul petto, sulla punta dei piedi e sulla canna nasale.
Altezza al garrese: maschi da 64 a 68 centimetri. Femmine da 60 a 64 centimetri, con una tolleranza di 2 centimetri in più o in meno. Peso: maschi da 45 a 50 chilogrammi, femmine da 40 a 45 chilogrammi.

ALLEVAMENTI